Dicembre 2017

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Performance

22/07/2012 - 21.00 | Sala Grande

Synchronicity - CCN-ROUBAIX NORD PAS DE CALAIS (F)

Synchronicity - CCN-ROUBAIX NORD PAS DE CALAIS (F)


Durata 95 min

 

coreografia e ideazione dei video Carolyn Carlson, con la complicità degli interpreti

interpreti Alan Brooks, Jacky Berger, Riccardo Meneghini, Yutaka Nakata, Chinatsu Kosakatani, Céline Maufroid, Isida Micani, Sara Orselli, Sara Simeoni

assistente alla coreografia Henri Mayet

musiche John Adams, Ry Cooder, Tom Waits, Laurie Anderson, Leonard Cohen, Alexander Balanescu, Alela Diane, Jean Sibelius, Michael Nyman, Gavin Bryars, Bruce Springsteen, Henry Purcell

consulente musicale e creazioni sonore Nicolas de Zorzi

design luci John Davis con gli assistenti Freddy e Guillaume Bonneau

collaboratori video Juliette Louste, Zahra Poonawala, Olivier Madar

comparse video Amélie Vallée, Maya Milet, Emilie Bourc, Gaëtan Lhirondelle, Marine Bouillon, Cédric Carré, Van-Kim Tran, Dimitri La Sade-Dotti, Juha Marsalo, Antonia Vitti, Sara Orselli, Céline Maufroid, Yutaka Nakata, Isida Micani, Jacky Berger, Chinatsu Kosakatani e Yoshi Moens

costumi Elise Dulac in collaborazione con Emmanuelle Geoffroy, Colette Perray, Léa Drouault, Cécile Pineau, consulente Chrystel Zingiro

pittura muri Cédric Carré

ringraziamenti per la scenografia Euan Burnet-Smith ; Fifi

direzione tecnica Robert Pereira

produzione Centre Chorégraphique National Roubaix Nord-Pas de Calais

co-produzione Le Colisée – Théâtre de Roubaix

con il sostegno di Crédit du Nord, Vecteur M e Fresnoy, Studio National des Arts Contemporains

 

Prima ed esclusiva nazionale

 

Indiscussa regina della danza mondiale, Carolyn Carlson torna a Bolzano Danza dopo anni di assenza con l’ultima sua creazione realizzata per il CCN-Roubaix Nord Pas de Calais che dirige dal 2004. Ispirata al Libro tibetano della vita e della morte e al concetto di sincronicità di Carl Jung, la creazione – che vede in scena otto danzatori – è l’espressione della percezione di Carlson sugli avvenimenti che sconvolgono il corso della vita. Riferendosi a Jung, Carlson esplora il senso di quelle strane coincidenze che risuonano dentro ciascuno con un’intensità particolare: un orologio che si ferma alla morte di un padre amato; un incontro che cambia il destino; ritrovare una persona cara in una circostanza che sembra straordinaria. Queste situazioni si verificano in caso di emozioni intense, circostanze particolari, svolte decisive. Accadono anche tra due persone legate da una relazione molto stretta: sorelle, amanti, madre e figlio. Colui che le prova lascia che le intenzioni inconsce affiorino sulla superficie della sua coscienza.
Su uno sfondo di immagini filmate dalla stessa coreografa, il cui tempo è quello della percezione soggettiva ed emotiva, i danzatori si tuffano nelle acque profonde del pericolo, della ribellione, dell’amore, della perdita, del rimpianto, della follia, della separazione e attraversano queste corrispondenze simboliche che trasformano lo sguardo per sempre.

 

Carolyn Carlson

Californiana, Carolyn Carlson arriva a Parigi nel 1971. Figura tra le più rappresentative della danza contemporanea, ha lasciato la sua impronta in molti luoghi: l’Opéra di Parigi, il Théâtre de la Ville, il Festival d’Avignon, il Teatro La Fenice di Venezia, dove per quattro anni (1980-1984) ha guidato un gruppo di danzatori italiani diventati in seguito i rappresentati della prima generazione di creatori nell’ambito della danza contemporanea italiana. Direttore artistico del Cullberg Ballet di Stoccolma nel 1994/95, Carlson ha inoltre diretto dal 1999 al 2002 la sezione danza della Biennale di Venezia. E’ stata artista residente al Finnish National Ballet e al Teatro di Helsinki.
In qualità di coreografa ha creato più di cento lavori. Ha firmato titoli per il Nederlands Dans Theater 3, il Ballet de l’Opéra di Bordeaux, il Balletto de l’Opéra di Parigi, il CCN-Roubaix Nord Pas de Calais che dirige dal 2004. Nel 2006 è stata insignita del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia. Ha creato oltre cento coreografie, di cui molte sono diventate dei capisaldi della storia della danza del Novecento: Density 21,5, Trio,Underwood, Chalk Work, The Year of the horse, Blue Lady, Steppe, Maa, Signes, Writings on water, Inanna. 

www.ccn-roubaix.com

 

 

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